Emozioni rovesciate

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Due anni fuoritempo.

Implosione di pensieri
sui passi che incedono precisi,
uno dopo l’altro,
mentre tu non cammini più accanto a me.

Mi perdo nella via dei ricordi
cercando di trovare
nelle sequenze dei miei lampi
il punto esatto dove si è inceppato il nastro,
quel vuoto irreversibile
che conduce negli abissi.

Domande che pulsano ancora, qui dentro,
come vite parallele.

Avrei voluto chiederti
se provi la mancanza,
se nelle notti in cui
piovono parole
hai mai avuto voglia di parlarmi.

Avrei voluto chiederti
se mi hai mai amato veramente.

I passi corrono veloci,
in questi viali battuti dal vento
e dalle foglie sparse
delle mie inutili domande.

Poi arriva il giorno più difficile,
quel ricorrente venerdì,
del nodo in gola conosciuto,
delle lacrime che scendono.

Emozioni rovesciate,
in un silenzio anonimo,
mai liberatorio.

E io adesso
non voglio più
chiedermi perché.

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16 pensieri su “Emozioni rovesciate

  1. È quando non si ha più voglia di farsi domande che una storia finisce davvero. È in quel momento che lascia davvero un vuoto. Doloroso, definitivo. Il punto è lì. Poi però si ricomincia. Sempre. È il brutto ma anche il bellissimo della vita. Buona giornata Marco!
    Ps Peccato avere tanta sofferenza attaccata al venerdì che è di sicuro il giorno più bello della settimana…:-)

    • Hai colto l’essenza. Il vuoto, il dolore, il punto da fissare, comunque. Poi si ricomincia, sapendo che non saremo piu’ gli stessi. Io voglio pensare che saro’ in qualche modo migliore, dentro.
      Grazie, per le tue preziose parole.

      p.s. Già…il Venerdì….un paradosso…vero? Un’altra domanda a cui rispondere! 🙂

      • Non sarai più lo stesso ma quando ne uscirai ti piacerà davvero tanto quel nuovo te. Credimi.
        Sulle domande non risposte, ne hai facoltà:-) So bene che la mia curiosità ti diverte e non ti darò mai soddisfazione!!! Baci

  2. Ok. Quando arriva il tempo in cui non si ha più voglia di chiedersi perché, è il momento giusto per buttarsi tutto alle spalle pronti a voltare pagina. E’ un nuovo inizio, anche se al principio è dura, molto dura. Auguri 🙂

    • Condivido pienamente il tuo pensiero. E’ una brutta sensazione. Una costrizione alla quale dobbiamo comunque far fronte, nel non-senso della vita che abbiamo davanti.
      Ti ringrazio per i complimenti. Sei tanto gentile!
      Marco

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